Kyoto post 2012

Il futuro del Protocollo di Kyoto, dopo la relativa scadenza del 2012, e l'esito della sfida ai cambiamenti climatici sono legati ai negoziati internazionali appena iniziati. Il trattato stesso prevede infatti che i paesi firmatari inizino la valutazione degli impegni futuri almeno sette anni prima della fine del primo periodo di adempimento 2008-12.

 

Indicazioni a livello europeo

1) 9/02/2005: pubblicata la Comunicazione della Commissione europea intitolata: " Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici"[COM (2005) 35]. In questo documento viene avanzata dalla Commissione una proposta di strategia relativa alla politica europea di abbattimento delle emissioni da attuare dopo il 2012, dopo cioè il primo periodo di riferimento (2008/2012) disciplinato dal Protocollo. Elementi fondamentali di questa strategia sono: 1) Ampliamento della partecipazione internazionale sulla base di responsabilità comuni anche se differenziate. In particolare sostegno dell'UE a processi di negoziazione internazionale volti a coinvolgere e impegnare in obiettivi di riduzione tutti i Paesi maggiormente responsabili delle emissioni di GHG. 2) Estensione dell'azione ad altri settori. In particolare estensione dell'azione internazionale al settore del trasporto marittimo e aereo. 3) Lotta alla deforestazione e ai cambiamenti d'uso del suolo. 4) Aumento dell'innovazione tecnologica e promozione della ricerca al fine di creare nuove e ulteriori tecnologie a basse emissioni. 5) Mantenimento anche per il post Kyoto dei meccanismi flessibili contenuti nel Protocollo e del sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione. 6)Inclusione di politiche di adattamento. In particolare necessità di incrementare lo stanziamento dei fondi necessari per potersi adeguare efficacemente ai cambiamenti climatici. La priorità va data ai paesi più poveri e più colpiti dalle conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici.

2) 10/03/2005: pubblicate le "Conclusioni del Consiglio europeo" relative anche ai Cambiamenti climatici. All'interno di questo documento viene riaffermata la volontà di raggiungere l'obiettivo stabilito dalla Convenzione quadro e la necessità, per poterlo fare, di impegnarsi affinché l'aumento globale annuo della temperatura di superficie non superi di 2° i livelli preindustriali (Ue target). Vengono ribaditi e approvati tutti gli elementi fondamentali della strategia elaborata dalla Commissione all'interno della Comunicazione (vedi sopra). Si aggiunge però che, già nel periodo Post Kyoto, nell'ottica di raggiungere l'obiettivo di lungo periodo dei 2° è necessario ridurre progressivamente le emissioni almeno nell'ordine del 15% e possibilmente fino al 50% entro il 2050.

3) 22-23/03/2005: EU leaders spring summit. All'interno del relativo documento si ribadisce la volontà di raggiungere l'obiettivo di lungo periodo dei 2° e si dichiara, relativamente al Post Kyoto, l'opportunità di prendere in considerazione percorsi di riduzione, da parte dei paesi sviluppati, dell'ordine del 15-30% entro il 2020 rispetto ai valori previsti dal Protocollo. Nulla si dice invece dell'obiettivo di riduzione del 50% entro il 2050 proposto nelle conclusioni del consiglio europeo relative ai cambiamenti climatici. Vengono ribaditi i punti centrali della strategia formulata dalla Commissione.

4) 29/06/2005: pubblicato il rapporto "Cilmate change and a european low-carbon energy system" dalla European Environment Agency (EEA). Tale rapporto propone una valutazione delle tendenze in atto e un'analisi degli scenari possibili di riduzione delle emissioni attuabile attraverso la cooperazione internazionale e descrive le possibili azioni per un eventuale passaggio ad un sistema energetico a basso impiego di carbone.
Il rapporto si presenta come un contributo rispetto al dibattito politico globale circa le strategie possibili per il periodo Post Kyoto, avviato ufficialmente con la Cop11/Mop1 di Montreal.

 

Indicazioni a livello internazionale

United Nations Climate Change Conference (COP11/COP/MOP1).

In Canada, a Montreal, si è tenuta, dal 28 Novembre al 9 dicembre 2005, l'undicesima Conferenza delle Parti e la Prima Conferenza, dall'entrata in vigore del Protocollo, delle Parti che lo hanno ratificato. Importanti sono stati i risultati raggiunti: adozione degli accordi di Marrakesh, consolidamento del Clean devolpment mechanism (CDM), ma soprattutto è stato raggiunto l'accordo sull'apertura dei negoziati per estendere il protocollo di Kyoto anche al periodo successivo al 2012 (in linea con quanto stabilito dall'art. 3.9 del Protocollo stesso). In particolar modo è stato fissato a Maggio 2006 l'avvio dei negoziati, affidati a un gruppo di lavoro creato ad hoc, fra i paesi industrializzati al fine di considerare ulteriori obiettivi di riduzione per il periodo successivo al 2012. Entro il 15 Marzo 2006 le parti sono state invitate ad inviare al Segretariato i loro rapporti relativi alla revisione del Protocollo in modo tale da renderli disponibili per la prima riunione di maggio del gruppo di lavoro. È stata sollecitata una conclusione di tali accordi il più veloce possibile, in modo da garantire che non vi sia alcun "buco" tra i due periodi di riferimento (2008/2012 e post 2012), che crei incertezza nel mercato delle emissioni. È stata ribadita la necessità che i paesi sviluppati taglino ulteriormente le proprie emissioni ed è stata proposta, parallelamente alla revisione del Protocollo, una valutazione degli sforzi fatti da ciascun Paese in questa direzione. È stato infine raggiunto anche un accordo, il "Dialogue on Long-term Cooperative Action", per avviare un dialogo con Paesi, quali Australia e Stati Uniti, che non hanno ratificato il Protocollo ma che hanno ratificato la Convenzione. Cruciale sarà l'azione di quattro gruppi di lavoro, l'inizio della cui attività è stato fissato per il 2006. I risultati dovranno essere invece riferiti alla COP13 del 2007. Scopo del lavoro è discutere idee concrete sulle modalità di implementare strategie di "decarbonizzazione" nei PVS finalizzate al raggiungimento dei loro obiettivi di sviluppo e alla lotta contro il cambiamento climatico.

UN Conference, Bonn, 26 Maggio 2006

Il 26 Maggio sono stati avviati a Bonn i negoziati fra i Paesi Industrializzati relativi al destino del Protocollo di Kyoto dopo il 2012. Come stabilito durante la COP11/COP/MOP1, il gruppo di lavoro creato ad hoc ha ribadito la necessità di definire al più presto ulteriori obiettivi di riduzione delle emissioni per non lasciare scoperto il periodo immediatamente successivo al 2012. La stessa urgenza è stata sottolineata dai Paesi in via di sviluppo, ma anche da mondo economico già in attesa di messaggi forti e chiari per il carbon market. La prossima tranche di negoziati si terrà in occasione della United Nation Climate Change Conference fissata dal 6 al 17 Novembre prossimo a Nairobi.